Giorgio Bocca: Berlusconi, il tiranno che vuole essere amato

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“Dalla sua stanza dell’ospedale San Raffaele, da lui finanziato per deviare da Milano 2 – suo investimento edilizio – le rotte aeree in partenza da Linate, Silvio Berlusconi, ferito al volto da uno psicolabile, che essendo tale ha usato per arma un modellino in polvere di marmo del Duomo, ha ripetuto agli amici: “Ma perché mi odiano tanto?”. Domanda che solo un grande sovversivo, solo uno che fa di continuo l’elogio della pazzia, del superamento del modesto buon senso, convinto di poter andare oltre il possibile, oltre il normale e il lecito può porsi nel momento in cui la risposta dovrebbe essergli chiarissima: mi odiano perché non sopporto le regole della democrazia parlamentare dettate dalla Costituzione, perché voglio farmi uno stato a mia misura e comodo. E a sua imitazione, a sua eco, il Popolo della Libertà, come lo ha chiamato, accusa indignato, accorato la metà degli italiani a cui la democrazia parlamentare dei controlli e delle garanzie va bene, va meglio della democrazia autoritaria e del simil-fascismo che rialza la testa nel mondo…”

È un passaggio da “Il tiranno che vuole essere amato”, quarto capitolo di Annus horribilis, il nuovo libro di Giorgio Bocca.

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